Pronti al Salone del Risparmio 2017: intervista a Jean-Luc Gatti

Objectway conferma per il quinto anno di seguito la propria partecipazione attiva al Salone del Risparmio: la manifestazione in assoluto più importante nell’ambito del risparmio gestito. Come l’anno scorso abbiamo avuto il piacere di ascoltare Jean-Luc Gatti, direttore della comunicazione di Assogestioni e responsabile del Salone del Risparmio, in preparazione alla tre giorni dell’11-13 aprile presso il MiCo di Milano. Lo condividiamo volentieri.

Objectway: Inseguendo la crescita: il tema del Salone del Risparmio 2017. Qual è la fotografia del Paese che risparmia alla vigilia dell’inizio del Salone?

Jean-Luc Gatti: L’Italia continua a essere un Paese ricchissimo di risparmio. Gli italiani continuano a risparmiare e nel risparmio gestito confluisce circa metà del risparmio complessivo delle famiglie, secondo Bankitalia circa 1.940 miliardi di euro su quattromila miliardi. Questa è una grande risorsa, ma il Paese continua in molti casi a non scegliere correttamente strumenti e direzioni degli investimenti, anche perché è rimasto orfano dell’investimento immobiliare e nei titoli di Stato.

Molti risparmiatori si sono già affidati al risparmio gestito ma crediamo che ci sia ancora un grande potenziale come industria; si tratta di sviluppare prodotti adeguati a tutte le caratteristiche dei risparmiatori e poi sviluppare nei risparmiatori una capacità di scegliere, una educazione finanziaria. Non è detto che un risparmiatore scelga per forza un fonda comune; può scegliere altri prodotti, ma è importante che lo faccia consapevolmente e per farlo serve l’educazione finanziaria. Che peraltro è una richiesta insoddisfatta proveniente proprio dal pubblico dei risparmiatori, come risulta da una ricerca dell’osservatorio che analizza la popolazione italiana attiva.

Ministri importanti (Padoan) e popstar (Elio): solo due esempi di chi troveremo sul palco durante il Salone, tralasciando un roster davvero importante di giornalisti, politici, autorità, dirigenti e personaggi di spicco. Qual è il segreto di questa manifestazione, che si mantiene assolutamente autorevole e nel contempo apre a personaggi e tematiche assai più popolari che il risparmio gestito?

In realtà il risparmio gestito è un tema importante, per quello che dicevamo prima: la grande risorsa di questo Paese è il risparmio, che diventa uno di quei temi importanti di cui la gente non parla volentieri ma sente di avere il bisogno di conoscere un po’ di più. Poi l’industria della gestione in Italia è relativamente giovane, nasce nel 1994, però ha un indotto importante; ci riferiamo al mondo della distribuzione, le reti, e poi al mondo della gestione, più tutto quello che è mondo accademico, istituzioni coinvolte eccetera.

Per una serie di ragioni come tassi azzerati e mercati complicati da capire, il risparmio gestito è diventato nel tempo un aggregatore di interessi e questo è un dato di scenario. Dal punto di vista del lavoro che svolgiamo qui, puntiamo tantissimo sul contenuto. Assogestioni negli anni si è costruita una reputazione di tutto rispetto, basata sulla capacità e su un grande know-how, che sa individuare i temi, risolvere i problemi; questo è stato trasferito nell’evento. Sia chiaro che quando mi riferisco all’associazione mi riferisco a tutta l’industria in generale, indicando Assogestioni come espressione dell’intero settore.

Il Salone è sempre stato all’avanguardia su digitale e nuove tecnologie. Quest’anno vediamo tra le altre cose un concorso a premi legato a Twitter. Quanto puntate sui social per il successo dell’edizione 2017?

Oggi la tecnologia negli eventi è un elemento imprescindibile. Già dalla prima edizione ne abbiamo approfittato, per esempio su servizi di realtà aumentata erogati attraverso Bluetooth. Un po’ alla volta abbiamo sviluppato compiutamente il nostro approccio tecnologico: una delle cose che abbiamo sviluppato con soddisfazione è il sito, che permette alle persone di gestire in autonomia la propria agenda come nessun altro evento nella finanza permette di fare, ma contiene anche un sistema di sharing dei contenuti che aiuta sponsor e aziende partecipanti a gestire al meglio partecipazione all’evento, gestione della propria conferenza, caricamento dei titoli, dei relatori, delle liste di attesa, check sugli iscritti, funzionalità che aiutano ad avere il polso della situazione.

In questo modo l’azienda o lo sponsor sentono il proprio evento come se fosse organizzato in autonomia invece che parte di un grande aggregatore. Ciò va oltre il social network in sé e riguarda il nostro uso della tecnologia a tutto campo, per esempio per misurare con accuratezza gliesiti dell’evento per ricalibrare meglio l’edizione successiva.

Una delle grosse evoluzioni di quest’anno è Content Is King. a me non piace molto la dizione content perché in realtà si tratta di un sistema di misurazione qualitativa delle singole conferenze. Grazie a questo sistema sappiamo quali contenuti, relatori, orari funzionano meglio, e ogni anno ricalibriamo. Rispetto allo scorso anno, per esempio, abbiamo ridotto il numero di conferenze perché l’anno scorso un’offerta eccessiva non ha sempre garantito una fruibilità in linea con le aspettative delle persone.

Il concorso via Twitter è alla seconda edizione e ci aiuta ad allargare lo spettro della conversazione. Mi riallaccio alla domanda di prima, come mai un tema poco popolare, come il risparmio, lo diventi. Grazie a Twitter Risparmio riusciamo a fare parlare l’Italia di risparmio gestito; sembra una esagerazione, ma in realtà l’anno scorso lo hashtag #sdr16 è diventato trending topic durante i tre giorni del Salone.

Si parlerà anche di capitale umano, al Salone 2017. In che termini? Come si collega questo tema a quello del risparmio?

Negli ultimi dieci anni l’industria del risparmio gestito ha visto più che raddoppiare le sue masse e contemporaneamente quasi dimezzare il numero di addetti. Questo è un altro elemento fondamentale; come parliamo di educazione finanziaria rivolta al pubblico, dobbiamo parlare di educazione finanziaria rivolta agli operatori di settore. Un consulente è la persona che deve permettere al risparmiatore di trovare le migliori soluzioni di investimento e, per poterlo fare, deve essere per forza di cose aggiornato; quindi, seguire una formazione.

Nel progetto del capitale umano, l’idea è andare un po’ alla volta a creare una specie di nido, integrare le risorse umane nell’industria. In questa prima edizione de Il tuo capitale umano ventitré società di gestione si sono messe insieme all’associazione e, come una carovana, abbiamo girato le università, da nord a sud (fino a Bari), incontrato gli studenti, costruito un minisito, raccontato ai ragazzi che cos’è l’industria, che cosa fa, quali sono le opportunità e che tipo di risorse viene ricercato, invitandoli a iscriversi a questa piattaforma dove caricare il proprio curriculum per poi visitare il Salone e conoscere direttamente i protagonisti del settore.

Abbiamo individuato più di settecento curriculum. Ai ragazzi che verranno selezionati, le società partecipanti offriranno una stage, al termine del quale Assogestioni offrirà una sessione di induction per spiegare loro quali siano i concetti principali, i temi più importanti del settore.

Quanto ha contato il feedback del 2016 nel dare forma all’evento di quest’anno?

Non conta solo il feedback del visitatore, ma anche quello delle società che partecipano. abbiamo applicato all’evento la logica dell’approccio associativo; al Salone ci sono solo cose utili alle sociatà che partecipano. Quando costruiamo la nuova edizione, incontriamo alcune di queste società in un gruppo di lavoro e evidenziamo pregi e difetti dell’edizione appena trascorsa. Poi correggiamo il tiro, per migliorare. Uno dei risultati, per esempio, è una maggiore focalizzazine sul pubblico degli operatori del settore durante le prime due giornate.

Lo avevamo chiesto anche l’anno scorso, ma adesso ci siamo davvero: nel 2018 parte veramente MiFID 2. Porterà benefici ai risparmiatori?

Sì, per forza. È un passaggio rilevante. L’Italia per fortuna è già molto avanti da questo punto di vista; in particolare con la product governance, MiFID 2 impatta su tutta l’offerta al risparmiatore.

L’anno scorso questo non avremmo potuto chiederlo, invece: nell’organizzare il Salone 2017, si è sentito un effetto Brexit?

Direi di no. Se ci sarà un effetto, non si è ancora sentito.

È passato anche un altro anno di trasformazione digitale e roboadvisory. Come si percepisce l’evoluzione tecnologica, vista dalla sala di regia del Salone?

Non è esattamente un aspetto core della nostra visione, perché riguarda soprattutto il mondo della consulenza. Abbiamo intervistato oltre tremila risparmiatori e 400 consulenti finanziari e la maggior parte di loro afferma che la consulenza intesa come Fintech e roboadvisory è uno strumento che permette al consulente di offrire un servizio migliore al risparmiatore, più che usato direttamente da quest’ultimo.

Che cosa ha più soddisfatto dell’edizione 2016? Avete obiettivi specifici per quest’anno?

Dalla ricerca che abbiamo svolto a fine evento, posso dire che nove partecipanti su dieci sono rimasti soddisfatti o molto soddisfatti. È un gran risultato, e lo stesso vale per le aziende che hanno partecipato, per le quali il Net Promoter Score è pari a 8,5. Molto alto, paragonabile a quello della grande tecnologia personale di consumo. Le persone che vengono al Salone sono molto propense a suggerire la partecipazione ad amici, colleghi e familiari.

Il programma di quest’anno è assai ricco. C’è qualche evento particolare che tieni a ricordare, fermo restando il valore complessivo della manifestazione?

Obiettivo primario del Salone è migliorare ulteriormente il livello di soddisfazione di ogni partecipante, visitatore o sponsor. Non ci aspettiamo una crescita nel numero di visitatori per via della focalizzazione sugli operatori del settore nel primo e secondo giorno. I momenti che secondo noi riscontreranno il maggiore interesse sono quelli riguardanti MiFID 2, il lancio dei Piani Individuali di Risparmio e poi sicuramente la previdenza complemetare e tutto quello che è normativa dal punto di vista europeo. Voglio anche segnalare la conferenza di chiusura, cui partecipa il ministro Calenda e dove si parlerà del legame tra il ruolo sistemico del risparmio gestito e l’economia reale, in che modo questi quattromila miliardi possono essere utili per fare ripartire il Paese e tornare a crescere; che è il tema dell’evento.

Questa crescita che inseguiamo… la raggiungeremo? Che cosa serve? Troveremo indizi utili al Salone del Risparmio 2017?

La risposta sta nel titolo. Risparmio, investimenti, politiche di sviluppo. Ci siamo resi conto che, dopo anni di crisi, la politica monetaria alternata alla politica fiscale hanno esaurito il loro potenziale. Siamo convinti che si possa adottare un mix di queste due, insieme a politiche di sviluppo adeguate e riforme strutturali che permettano al risparmio di essere veicolato verso investimenti a sostegno dell’economia e quindi della crescita. È quello che cercheremo di fare emergere nei tre giorni del Salone di quest’anno.

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