La verità sul Business Process Outsourcing

Nel mercato finanziario il Business Process Outsourcing (BPO) è oggetto di dibattito e ancora oggi incontra resistenze a tutti i livelli aziendali; infatti, nel comun pensare, nel BPO si identifica la esternalizzazione di un servizio, solitamente il servizio di Information Technology. L’esternalizzazione viene vista usualmente come una perdita di controllo sui processi e sull’informazione, nonché in una diminuzione della professionalità; in ultima analisi, in una perdita di potere.

Tutto questo non risponde al vero. Ecco alcuni motivi:

  • Il BPO si afferma come uno degli strumenti manageriali, di carattere tattico e strategico, che ha avuto maggior diffusione nel corso dell’ultimo decennio e che continuerà a proporsi nei suoi diversi ambiti e nelle sue varie applicazioni come una scelta quasi obbligata per la competitività sul mercato delle imprese, senza distinzione di industria, dimensione o missione aziendale.
  • Il BPO permette di liberare risorse interne per puntare sulle attività in cui l’azienda si sente più forte.
  • Risparmio di costi, inefficienza di alcuni processi, dimensioni societarie ridotte che non garantiscono economie di scala nelle attività di backoffice, mutevoli esigenze dei clienti, e crescente onere normativo sono i driver principali che spingono un numero sempre maggiore di Intermediari Finanziari a ricorrere al BPO.
  • Il vantaggio di una scelta di BPO è certamente rappresentato dalla flessibilità che essa garantisce, poiché permette di far fronte alle rapide variazioni del mercato senza dover effettuare investimenti a lungo termine.

In definitiva: il BPO è il mezzo con cui l’impresa diventa più flessibile, più dinamica e più attenta a cogliere i cambiamenti e le opportunità del mercato.

Far fare agli altri ciò che fanno meglio di noi, in modo da ridurre i costi, migliorare la qualità dei servizi di cui si ha bisogno e liberare le risorse necessarie per lo sviluppo di ciò che costituisce la vera mission aziendale.

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