Intelligenza che potrebbe aiutarci sul lavoro

Intelligenza artificiale: potrebbe aiutarci sul lavoro

Eravamo a Ital-IA, il primo Convegno Nazionale del Laboratorio Artificial Intelligence and Intelligent Systems del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, organizzato a Roma in collaborazione con Confindustria presso il Centro Congressi Auditorium della Tecnica.

L’intelligenza artificiale è un campo a noi centrale, abbiamo iniziato a lavorare in vari prodotti a partire dal nostro nuovo Portfolio Optimiser, che abbiamo presentato dando valore anche alla componente scientifica oltre che a quella prestazionale o commerciale. Sapere in che direzione si va ha valenza strategica.

Così abbiamo affrontato Nicola Gatti, direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, per porgli qualche domanda extra da portare ai nostri lettori. Ecco la prima! Altre seguiranno prossimamente.

Objectway: C’è dibattito serrato sui rischi connessi alle opportunità dell’intelligenza artificiale. Che indicazioni emergono dal convegno?

Nicola Gatti: c’è un grosso dibattito su quello che potrà essere in futuro l’intelligenza artificiale; ci sono vari enti, anche europei, che si occupano di etica, tra cui una task force nata l’anno scorso e comprendente personaggi italiani di rilievo, per esempio Francesca Rossi. Questi enti cercano di capire quali siano le implicazioni etiche e potenzialmente sul mondo del lavoro.

Il punto cruciale però è che non sappiamo ancora dove potremo andare e quindi buona parte di queste discussioni, non dico totalmente ma buona parte, sono ancora a un livello di comprensione: andremo a togliere posti di lavoro oppure no?

Più intelligenza, meno sensazionalismo

Esistono studi nettamente diversi che dicono ognuno il contrario dell’altro. Se devo fare sensazionalismo e allora dichiaro che l’intelligenza artificiale toglierà posti di lavoro, sto facendo una cosa; se devo effettuare uno studio in ambiente scientifico, che sia serio e che mi dia uno scenario futuro, la risposta è che oggi non abbiamo certezze.

Un dato sollevato dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico è che l’intelligenza artificiale probabilmente può essere vista come uno strumento per sopperire alla futura carenza di forza lavoro.

La combinazione tra diminuzione e invecchiamento della popolazione provocherà il liberarsi di numerose posizioni lavorative, nell’ordine dei milioni di posti. L’Osservatorio suggerisce che probabilmente l’intelligenza artificiale potrebbe dare una mano a ridurre queste posizioni vacanti.

 

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