Il Bitcoin non dorme mai: notizie inaspettate sulla crittomoneta

Bitcoin

Quando abbiamo pubblicato la nostra panoramica su Bitcoin e la sua estrema volatilità di crittomoneta, non avremmo neppure immaginato che cosa sarebbe davvero successo. Ecco un breve ma necessario riepilogo dei principali eventi recenti, per chi si accostasse per la prima volta al tema.

…E poi rimasero in tre…**

Sì, qualcuno ama così tanto Bitcoin da volerne due. Ma non è ancora abbastanza: per novembre è stato annunciata una seconda biforcazione nell’albero del codice.

La questione è tecnica, riguardante la dimensione del blockchain (il registro digitale condiviso con chiunque operi in Bitcoin e che garantisce l’integrità e la convalida delle transazioni) e le potenziali difficoltà nella sua gestione su computer personali o di potenza modesta.

Secondo alcuni analisti, la prima biforcazione avrebbe potuto portare al tramonto della crittomoneta; invece la nascita di un nuovo Bitcoin, che clona le stesse coordinate matematiche di quello classico anche se è indipendente nella quotazione, ha fatto salire il valore di quest’ultimo oltre i cinquemila dollari.

Stat Bitcoin pristinus nomine***

Intanto si è diffusa la notizia della identificazione di Satoshi Nakamoto da parte della statunitense NSA. Nakamoto è lo pseudonimo del creatore originale di Bitcoin, che mai si è svelato.

L’organizzazione americana ha conservato il segreto, ma avrebbe condotto uno studio di dimensioni enormi sugli stili di scrittura presenti sul web (stilometria) fino ad associare con precisione l’impronta stilistica di Nakamoto a quella di una persona… o di un gruppo. Una delle ipotesi circolate finora vuole infatti che dietro lo pseudonimo si nasconda un collettivo composto da circa quattro persone.

Può sembrare futile arrivare a dare un volto preciso a Nakamoto arrivati a questo punto dell’evoluzione della crittomoneta, quando non ha più voce in capitolo e non partecipa allo sviluppo da anni. Ma probabilmente l’NSA lo considera ancora una minaccia potenziale da tenere d’occhio. In fin dei conti ha avviato un processo potenzialmente dirompente sul mercato monetario globale con niente più che un algoritmo.

Niente Bitcoin, siamo cinesi

Gli USA non sono gli unici a guardare sospettosamente a Bitcoin. La Cina ha iniziato infatti a chiudere vari siti di scambio di Bitcoin e a proibire le initial coin offering (lancio di nuove o vecchie crittomonete con distribuzione di piccole somme a chi vi investe).

Così come le biforcazioni del codice di Bitcoin ne hanno fatto decollare il valore, la repressione cinese lo ha fatto scendere sotto i quattromila dollari nel giro di pochi giorni.

Si può avere qualsiasi opinione di Bitcoin. Certamente sono un ottimo antidoto alla noia da trading valutario.

*Grazie a Neil Young.
**E a Genesis.
***Anche a Umberto Eco (e Bernardo Cluniacense).

You might be interested in: