Gli effetti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Eurozona sugli investimenti IT

A sei mesi compiuti dal referendum a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, c’è ancora incertezza su quando e come cambieranno i rapporti tra Europa e UK.

Nel consueto appuntamento con Advisor Private, ho condiviso alcuni spunti di riflessione sulle tematiche principali che, in questa situazione, sono al centro dell’attenzione di tutti gli operatori finanziari, sia in Europa che in UK: l’evoluzione normativa e la volatilità dei mercati.

Da un lato, la nuova normativa MiFID II prevede l’applicazione delle norme sul controllo dell’adeguatezza degli investimenti e sulla protezione degli investitori ai fini della “continuous suitability”. La voce “regulation”, quindi, è destinata ad assorbire sempre più il budget IT delle società di investimento europee e inglesi. Parallelamente, la crescente volatilità dei mercati incrementa la necessità di investire in sistemi di portfolio management in grado di effettuare rapidamente e in modo flessibile operazioni di ribilanciamento e asset allocation dei portafogli dei clienti.

Le rilevazioni di mercato confermano questo fenomeno: in un recente studio, Celent stima che il 40% della spesa IT in Europa sia destinata alle attività di front office, in crescita del 5% da qui al 2020. I wealth manager europei continueranno quindi a investire in strumenti come pianificazione finanziaria e gestione del portafoglio. (fig. 1)

Grafico_Celent_Estimates

Fig. 1 – European Projected Spending by Systems Areas (2016, 2020)

In questo contesto, la conoscenza approfondita del settore finanziario ci permette di supportare i nostri clienti nell’affrontare le sfide poste da questa situazione di incertezza.

Per garantire il rispetto dei requisiti normativi da parte dei nostri clienti, abbiamo sviluppato “SURE” (Suitability Rules Based Engine), il motore di adeguatezza basato su un sistema di regole multivariato e facilmente personalizzabile in base alle esigenze del mercato e delle istituzioni finanziarie. L’approccio multivariato confronta i profili dei clienti secondo diversi parametri: esperienza, conoscenza dei prodotti finanziari, liquidità, orizzonte temporale, profilo di rischio, situazione finanziaria, consentendo la tracciabilità e conservazione delle informazioni coinvolte nel processo di adeguatezza.

Per rispondere all’incertezza causata dalla volatilità dei mercati abbiamo realizzato Optimo, la soluzione per l’ottimizzazione vincolata del portafoglio in base a parametri specificati dal singolo advisor o definiti centralmente. Gli algoritmi proprietari che abbiamo elaborato consentono di impostare l’obiettivo, massimizzando il rendimento e minimizzando il rischio attraverso la definizione di molteplici vincoli (asset class, asset allocation tattica e strategica, durata, volatilità massima del portafoglio, ecc…).

La tecnologia avrà quindi un ruolo rilevante sia nell’affrontare le fluttuazioni dei mercati, sia nel limitare i costi connessi alla ridefinizione dei modelli di business impattati dall’evoluzione normativa.

Potete leggere l’articolo completo sul sito di Advisor Private e vi invito ad approfondire il tema dell’ottimizzazione del portafoglio nel post che illustra quanto emerso durante la nostra International Customer Conference di Amsterdam.

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