The CEO Talks: A New Semester for Objectway – Part V

With the first half of 2016 gone, we cornered our CEO Luigi Marciano to ask him about the state of Objectway. He couldn’t escape and gave us several answers. Here’s the fifth and last part; the first, second, third, and fourth installments are available. We also make the Italian version available, under the English one. Follow us!

Objectway Desk: Did 2016 change anything in our way of working and doing things? Which are our three main goals for the next three months?

Luigi Marciano, Objectway CEO: What required some considerable effort and time has been to draft a model that allows us to better deploy our strategies. Our focus previously has been focused on a single market, Italy, we know very well. Today, with the international expansion, we have a strategy that is deployed over three continents. For each product lines we want define the appropriate “go to market” approach within each geography and even the development, of our people, must be considered inside a multinational context.
In 2016 we started changing our way of working. We launched a very important project: the fluid organization. In doing so we will achieve an organization that can quickly adapt to changes and resist to the subsequent stresses; that flexes rather than break. This transformation has started and of course it’s not over – organizational agility doesn’t have a goal to achieve, but it is a journey in progress – and we adjust it as we proceed. Much has still to be done, but we have already taken important steps forward and the positive feedback we received from the whole team encourages us to pursue the vision.
The goals for the next three months are to release our industrial plan, which is now on the drawing board and will direct our strategies of organic and external growth for the next 3-5 years. We must complete the implementation of our fluid organizational approach and, of course, begin the work to reach our projected results for 2017.

Parla il CEO: un nuovo semestre per Objectway – parte quinta

Passata la metà del 2016, abbiamo messo all’angolo il nostro amministratore delegato Luigi Marciano e lo abbiamo interrogato sullo stato della nazione Objectway. Non è riuscito a eluderci e ci ha dato diverse risposte. Questa è la quinta e ultima; abbiamo pubblicato anche la prima, seconda, terza e quarta parte. Qui sopra compare la versione inglese. Seguiteci!

Il 2016 ha cambiato qualcosa nel nostro modo di fare e lavorare? Quali sono i tre obiettivi principali per i prossimi tre mesi?

Luigi Marciano, Amministratore Delegato Objectway: Ciò che mi ha richiesto più lavoro e impegno è stato impostare un modello di pianificazione che ci consenta di formulare ed eseguire al meglio le nostre strategie. Prima avevamo un focus su un solo mercato, l’Italia che conosciamo molto bene. Oggi, con lo sviluppo internazionale, la nostra strategia si dispiega su tre continenti. Per ciascuna delle nostre linee di prodotto vogliamo quindi definire il “go to market” adatto a ciascuno di questi ambiti. Anche lo sviluppo a livello di persone deve essere compiuto considerando un contesto multinazionale.
Nel 2016 abbiamo iniziato a cambiare il nostro modo di lavorare. Abbiamo lanciato un progetto molto importante: la fluid organization, una organizzazione agile che sia in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di mercato e di resistere agli stress che derivano da questi cambiamenti; che si piega, ma non si spezza. Questa trasformazione organizzativa è stata avviata; naturalmente non è conclusa anche perchè – l’agilità non è un obiettivo che si consegue ma è un cammino – e abbiamo solo cominciato a cambiare il nostro modo di lavorare in questo senso. Sicuramente c’è ancora molto da fare ma abbiamo fatto importanti passi avanti e soprattutto il feedback positivo che abbiamo ricevuto da tutto il team ci incoraggia a procedere in questa direzione.
Gli obiettivi dei prossimi tre mesi sono sicuramente rilasciare il piano industriale che stiamo preparando e che dirigerà le nostre strategie di crescita organica e di crescita esterna per i prossimi tre-cinque anni; completare l’implementazione della nostra organizzazione fluida e naturalmente impostare il lavoro per raggiungere gli obiettivi di budget dell’anno prossimo.

Related to this story: